Quando ho sentito per la prima volta la parola “Vastu”, non so come descrivere l’effetto che ha avuto su di me. “Vastu!” Continuavo a ripeterla per non dimenticarla, senza sapere perché, avevo già l’impressione che sarebbe stata una scoperta importante.
La mia passione per il Vastu Shastra nasce dall’esigenza di comprendere il legame tra l’uomo e il suo ambiente. È una disciplina che unisce il mio grande interesse per l’architettura, la ricerca dell’armonia e soprattutto l’aspetto terapeutico dell’energia quando circola bene.
Mi sono formato all’Institut Français de Vastu con Laurent Montels e Lydie Bonandrian-Montels, che danno grande importanza allo sviluppo del sentimento e dell’intuizione, senza mai dimenticare la tecnica e la conoscenza delle leggi e dei principi che ci governano e che il Vastu ripristina.
In effetti, con il Vastu ho scoperto una conoscenza antica che trascende le epoche. Se penso agli allineamenti delle pietre megalitiche in Bretagna o altrove, ai templi greci dell’antichità o a quelli indiani, ai grandi costruttori delle nostre cattedrali e abbazie, alle piramidi egizie o maya, trovo molti punti in comune quando si tratta di scegliere l’ubicazione in base a flussi tellurici importanti e precisi, l’orientamento rispetto agli assi cardinali, i rapporti di forma, il rapporto aureo… È tutto così affascinante!
Oggi so che con il Vastu, anche in un ambiente moderno, è possibile ricreare luoghi che respirano vitalità, armonia e creatività, e che offrono anche una profonda connessione con il proprio io.
Grazie a questa meravigliosa avventura Vastu, la forza della vita sta tornando e voglio condividerla con quante più persone possibile.





